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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Denise Scott Brown e Robert Venturi nel deserto di Las Vegas, 1966
  • Mimmo Paladino - I diavoli (La notte dei fulmini), 1979
  • Postmodernismo. Stile e Sovversione 1970-1990 - Sale espositive
  • Postmodernismo. Stile e Sovversione 1970-1990 - Sale espositive
  • Postmodernismo. Stile e Sovversione 1970-1990 - Sale espositive

Postmodernismo. Stile e Sovversione 1970-1990

 
Mart Rovereto
25 febbraio 2012 / 03 giugno 2012
"Oggi la produzione del postmoderno, a distanza di tre decenni, fa pensare a uno stile internazionale riveduto e corretto, ma allora era un fenomeno polimorfo, era un allontanarsi dalla ortodossia modernista in mille direzioni diverse, anche se quella che ha finito per prevalere, dal decostruttivismo allo stile personale delle star, è stata la strada più facile e meglio corrispondente al consumismo e al trionfo endemico della pubblicità"
“Postmodernismo. Stile e Sovversione 1970-1990” è la prima rassegna completa sull’arte, l’architettura e il design degli anni Settanta e Ottanta, un periodo segnato dai controversi tentativi di definire i nuovi scenari culturali dopo le grandi stagioni delle avanguardie. Questa mostra è, per il Mart, la prosecuzione della ricerca avviata con "Cold War" e della collaborazione con il prestigioso Victoria and Albert Museum di Londra.
 
I

l centro tematico della mostra è il concetto di Postmodernismo, sviluppato a partire dai primi anni Settanta nel dibattito architettonico europeo, per giungere poi a influenzare ogni settore della cultura, e in particolare le arti visive, l’industria musicale e cinematografica, la grafica e la moda. Si tratta di un nodo cruciale anche per le vicende culturali del nostro paese, che il Mart approfondisce e rilancia nell’edizione italiana del catalogo, con un testo dell’architetto Paolo Portoghesi. La mostra prende spunto dall’analisi di una serie di idee radicali sviluppate in forte contrapposizione alle ortodossie del Modernismo: un ribaltamento dei concetti di purezza e semplicità, da sostituire con nuove forme e cromatismi, citazioni storiche, parodie, ma soprattutto con un nuovo senso di libertà associato all’architettura e al design. Tra i modernisti, non era raro che lo stile personale fosse considerato un aspetto secondario rispetto allo sforzo di realizzare un programma utopico. Viceversa, per i postmoderni lo stile è tutto.

 

“Postmodernismo. Stile e Sovversione 1970 - 1990” riunisce oltre 200 oggetti, tra opere d’arte, di architettura e di design. In primo piano c’è il “design sovversivo” di Ettore Sottsass per Memphis, la grafica di Peter Saville e Neville Brody, modelli e rendering architettonici come il disegno preparatorio di Philip Johnson per il grattacielo AT&T, le opere di Robert Rauschenberg, Cindy Sherman e Ai Weiwei, il busto in acciaio inossidabile di Luigi XIV di Jeff Koons, del 1986, la ricostruzione del monumentale lavoro di Jenny Holzer “Protect Me From What I Want”, 1983-85, performance e costumi, tra cui il “Big Suit” indossato da David Byrne nel documentario “Stop Making Sense” del 1984, estratti da film come “The Last of England” di Derek Jarman, 1987, video musicali di Laurie Anderson, Grace Jones e i New Order e anche oggetti sorprendenti come i servizi di piatti progettati dagli architetti Zaha Hadid, Frank O. Gehry e Arata Isozaki.

 

 

Risorse sul web
Guarda il video di presentazione della Direttrice Cristiana Collu
Su Flickr una galleria di immagini dell'allestimento
Su Flickr una galleria di immagini della preparazione della mostra

A cura di Glenn Adamson e Jane Pavitt