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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Luca Caccioni - Tavola reversibile, 2004
  • Arcangelo Sassolino - Cemento, 2003
  • Giovanni Manfredini - Tentativo di esistenza, 2004
  • Mauro Staccioli - Senza titolo, 1976
  • Percorsi riscoperti. VAF-Stiftung 1947 - 2010 - Sale espositive

Percorsi riscoperti dell’arte italiana
VAF-Stiftung 1947 - 2010

 
Mart Rovereto
02 luglio 2011 / 29 novembre 2011
"Fa parte dei principi fondamentali della VAF-Stiftung rivalutare, mostrare, riproporre all’attenzione del pubblico e degli esperti questi talenti che sono stati dimenticati o trascurati, e che meritano di essere inclusi nelle cronache della storia dell’arte come protagonisti significativi"
I capolavori raccolti dalla collezione VAF-Stiftung arricchiscono il patrimonio del Mart dalla sua nascita. Accanto ai nomi più importanti della storia dell’arte del Novecento, il museo rende omaggio ai meno noti, a quegli artisti che il collezionista ha saputo riconoscere come fondamentali per le ricerche stilistiche raggiunte nel secolo scorso.
 
I

deale prosecuzione della mostra del 2005 intitolata "Un secolo di arte italiana", questo evento espositivo si divide in due mostre distinte. La prima ha come tema predominante la riscoperta di quegli artisti che dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta sono stati protagonisti di un ricco percorso espositivo e creativo, ma che sono stati in parte dimenticati dalla critica militante. Nella prima parte della mostra si vuole documentare la storia dell’arte italiana dal secondo dopoguerra, ponendo attenzione innanzitutto ai molti gruppi formatisi in quegli anni e alle tendenze artistiche sviluppate in quell’epoca, come il Razionalismo concreto, il Costruttivismo e l’Informale.

La ricchezza e la completezza delle prime sale testimoniano come molti siano gli artisti italiani che hanno proseguito lungo la via dell’astrazione affermatasi in Italia durante gli anni Trenta; e, per converso, di come altrettanto nutrito fosse il gruppo di artisti che reagirono al rigore dell’astrazione per seguire un’espressività comunque non figurativa ma legata all’energia e alla libertà del gesto. L’informale è rappresentato in mostra da opere degli anni Cinquanta e Sessanta, dalla declinazione in senso marcatamente segnico fino alle sperimentazioni polimateriche.

Chiudono la prima parte del percorso, le opere di artisti, di fine anni Sessanta, impegnati in una critica ironica o feroce della società.

 

La seconda parte della mostra è dedicata agli artisti più giovani della collezione, esposti in dialogo con la generazione attiva negli anni Ottanta, selezionati dai curatori del Mart con lo stesso Volker W. Feierabend. Si tratta di preferenze maturate dal collezionista nel corso delle lunghe fasi di ricerca, selezione e progettazione delle edizioni del Premio “Agenore Fabbri”.

La prima sezione di questo secondo percorso testimonia la propensione del collezionista verso una rappresentazione figurativa per proseguire con un successivo capitolo sull’astrazione. La mostra si conclude con una sezione intitolata “Concettualismo ironico”; tematiche familiari al pubblico del Mart, che in questi anni ha avuto modo di ammirare molte opere delle correnti internazionali di arte concettuale, qui declinate da artisti italiani.

Guarda un set di immagini dell'allestimento su flickr

A cura di Gabriella Belli e Daniela Ferrari