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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Willi Baumeister - Fantasma con figura rossa, 1953
  • Willi Baumeister - Orologeria su giallo (Horologerie auf Gelb), 1949
  • Willi Baumeister - Astratto-orizzontale (Horizontal-abstrakt), 1937
  • Willi Baumeister - KFLS, 1936

Willi Baumeister. Dipinti e disegni

 
Mart Rovereto
24 luglio 2012 / 23 settembre 2012
"La cosiddetta pittura astratta non è astratta nel senso che è estranea alla vita e alle persone. Le sensazioni dell’artista sono del tutto naturali. Una linea retta verticale comunica una sensazione molto precisa, che tutte le persone possono percepire allo stesso modo. Una linea curva o un punto interrogativo generano invece altre sensazioni "
Una retrospettiva dedicata all’astrattista tedesco Willi Baumeister, un percorso completo tra dipinti e disegni, provenienti dal Kunstmuseum Stuttgart e dalla collezione della figlia, Felicita Baumeister.
 
L

e opere presentate in questa mostra sono datate dal 1913 al 1955, anno della morte dell’artista, e offrono quindi una panoramica completa della produzione di Baumeister.
I disegni – tanto numerosi quanto i dipinti, nonostante molti siano stati distrutti dall’artista stesso – vanno considerati come opere a se stanti, e solo in rari casi come strumenti preparatori. Il percorso artistico di Willi Baumeister verso un totale abbandono della figurazione è in gran parte rappresentativo dell’evoluzione della pittura astratta in Germania e nel resto dell’Europa. Fin dalle prime opere, principalmente quadri-parete e collages non figurativi sul tema dell’uomo e della macchina, traspare un desiderio di astrazione e di ricerca dell’autonomia di forma e colore che accompagnerà tutta la sua attività artistica. Baumeister porta avanti un’indagine del tutto personale tra forma, colore e superficie a discapito del Naturalismo e dell’Espressionismo in voga in Germania nei primi decenni del novecento.

 

In questa tendenza si nota l’influenza esercitata da Oskar Schlemmer, Oskar Kokoschka e Alfred Loos, il primo conosciuto alle lezioni di Adolf Hölzel, gli altri durante un viaggio a Vienna. La ricerca di Baumeister è rivolta alle forme geometriche fondamentali – rettangoli, triangoli e cerchi – combinate in strutture a rilievo che rinforza con contrasti di colore e con l’impiego di materiali quali cartone, compensato e lamiere di metallo. Questa caratteristica rende evidente la sua affinità al cubismo e al purismo di Le Corbusier, conosciuto a Parigi nel 1924 assieme a Fernard Léger. Questa fase creativa è perfettamente rappresentata in mostra da opere come “Figura inclinata” e “Testa”, entrambe del 1920, nelle quali elementi orizzontali, verticali e diagonali, rotondi e spigolosi, si combinano per creare forme umane ideali. In collaborazione con la Fundación Juan March di Barcellona, Archivio Baumeister del Kunstmuseum Stuttgart, Kunstmuseum Winterthur e Willi Baumeister Stiftung.

 

 

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Francesca Paola Comolli su Juliet

A cura di Dieter Schwarz, Manuel Fontán del Junco e Alessandra Tiddia