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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Salvatore Scarpitta - Sal’s red hauler special, 1966-67
  • Fortunato Depero - Flora magica per la scenografia di Le Chant du Rossignol, (1917)
  • Prampolini - Apparizione magica, (1929)
  • Fortunato Depero - Grattacieli e tunnel, 1930

Ricostruzione futurista

 
Mart Rovereto
23 giugno 2012 / 30 settembre 2012
"Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente"
Giacomo Balla e Fortunato Depero
Al Mart la mostra “Ricostruzione futurista” prende il nome da uno dei testi chiave delle avanguardie italiane del novecento. Il manifesto "Ricostruzione futurista dell'universo", firmato nel 1915 da Giacomo Balla e Fortunato Depero, non fu solo un documento di elaborazione teorica ma un vero e proprio spartiacque. Allo scoppio della prima guerra mondiale, infatti, il movimento futurista stava abbandonando l’aggressività degli esordi, per avviarsi verso una seconda fase caratterizzata piuttosto dall’esigenza di un’arte totale.
 
D

opo la morte di Umberto Boccioni, nel 1916, il programma di Ricostruzione futurista dell'universo diventa il tratto essenziale del “secondo futurismo”. Gli esiti sono concreti e molteplici: dall'arredo alla moda, dal cinema al teatro, dalla musica alla danza, dal manifesto pubblicitario all'oggetto d'uso. Balla e Depero, ma anche Tullio Crali, Enrico Prampolini e Thayaht, hanno addirittura anticipato di parecchi decenni il ruolo dell’artista come promotore di se stesso attraverso l’editoria, la corrispondenza e la fotografia. I temi centrali di "Ricostruzione futurista dell'universo" fanno da filo conduttore del percorso espositivo: Scena, Movimento, Volo, Autopromozione, Io/ombra, Automa.

 

Non stupisca se la primissima opera proposta al visitatore è “Sal's Red Hauler Special”, il veicolo da corsa che Salvatore Scarpitta realizzò nel 1966, ispirandosi alle indagini futuriste su velocità e movimento. Lungi dal proporre un fuori programma, si intende invece offrire una testimonianza dell’eredità del Futurismo, che continua ad ispirare i protagonisti dell’arte contemporanea. Opere, fotografie, libri e corrispondenza provengono dall’archivio Mart, ricchissimo giacimento culturale dal quale si è attinto per regalare all’esposizione un senso più profondo della longevità del movimento protrattasi ben oltre la vita stessa degli artisti.

 

 

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A cura di Nicoletta Boschiero