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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Bruno Colorio - Paesaggio stilizzato
  • Bruno Colorio - Donna con bambina, 1938
  • Bruno Colorio - Casa rossa tra le vigne, 1961
  • Bruno Colorio - Miss Betty Salomon, 1938

Bruno Colorio 1911-1997

 
Palazzo Trentini Trento
13 dicembre 2011 / 10 gennaio 2012
"Sento il desiderio di dipingere e di spaziare con la fantasia nel mondo del sogno, esprimendo liricamente e principalmente per mia necessità quanto di più profondo e recondito vi può essere nella struttura del creato, quale esso era in origine, e quale potrebbe tornare per l’azione inconsulta del nostro egoismo"
Bruno Colorio
Il Mart e l’Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento celebrano i cento anni della nascita dell’artista Bruno Colorio con una mostra a Trento, nella sede di Palazzo Trentini. L’esposizione del Mart riassume e completa le rassegne del 1991 alla Galleria Civica di Trento e nel 1997 a Palazzo Trentini.
 
N

ato a Trento nel 1911, nel 1930 Colorio si trasferì a Roma per il servizio militare, al termine del quale si iscrisse all’Accademia. Tuttavia, ai corsi ufficiali, preferì quelli tenuti nei propri studi dagli artisti Sigmund Lipinsky ed Attilio Giuliani. Dal 1936, finita la guerra, iniziò a esporre e a frequentare le gallerie d’arte romane, dove conobbe Gino Severini, Giorgio de Chirico, gli esponenti della Scuola Romana, Scipione e Afro. A Roma, Colorio entrò in contatto anche con Mario Mafai e la moglie, l’artista lituana Antonietta Raphaël: a loro si ispirò per dipinti come “Fiori e libri” del 1939 o “Ragazza che si appoggia” del 1938, in cui la ricerca prospettica è privilegiata rispetto allo studio sul colore.

 

La mostra presenta una selezione di quaranta opere che illustrano tutte le fasi della ricerca artistica del pittore trentino. Il dipinto “Donna con bambina”, datato 1938 e pubblicato per la prima volta in occasione di questa esposizione, testimonia come Colorio ha interiorizzato la lezione della Scuola Romana, accogliendo nelle pose plastiche e nei colori accesi gli spunti provenienti da Mario Sironi, da Antonio Donghi e da Achille Funi. Altra tela importante, sempre datata 1938, è “Ritratto di Betty Salomon”, descritto da Gabriella Belli come “un quadro di grande efficacia interpretativa del soggetto, che sembra colto al volo, con leggerezza, senza dunque la fissità monumentale anche tragica di certa ritrattistica di quel tempo”.

A cura di Margherita de Pilati