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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Paolo Vallorz - Temporale sul monte di Bolentina
  • Paolo Vallorz - Vallorz - Melo canada in fiore di primavera alle Robbiane
  • Paolo Vallorz - Cielo, 1998
  • La donazione Paolo Vallorz - Sale espositive
  • Paolo Vallorz - Cielo, 1998
  • Paolo Vallorz - I tre abeti alla Vezzena di sera, 1985

La donazione Paolo Vallorz

 
Mart Rovereto
02 luglio 2011 / 13 novembre 2011
"Sono nato tra gli alberi multicolori della Val di Sole, valle baciata da acque limpide e fresche. Ho fatto la mia esperienza informale e concettuale, ma me ne sono ritratto avvilito e scontento. Sono ritornato alla vita, alla natura, ai fiori"
Al Mart una retrospettiva dedicata all’opera di Paolo Vallorz, un grande artista contemporaneo europeo, strettamente legato alle proprie radici trentine.
 
P

aolo Vallorz, nasce a Caldés, in provincia di Trento, nel 1931, ma vive a Parigi da sempre. Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Venezia e all'Accademia Libera di Montparnasse; ha percorso la storia dell’avanguardia artistica internazionale, frequentando artisti e critici del calibro di Ives Klein, Alberto Giacometti, Alberto Burri e Pierre Restany. Il suo segno distintivo è una personalissima pittura figurativa nella quale vivono i colori, le luci e i profumi della sua terra. La mostra presenta un’ampia selezione di dipinti che ricostruiscono l’intero percorso artistico di uno dei più importanti pittori trentini contemporanei.

 

Una parte delle opere esposte in mostra provengono da una precedente donazione dell’artista, che risale al 1993. Il nucleo di questa seconda generosa donazione, rende possibile mostrare e valorizzare al meglio l’opera di un artista dalla straordinaria coerenza. In oltre sessant’anni di attività, Paolo Vallorz ha sviluppato un percorso artistico che è sempre andato contro ogni moda o regola economica, contro ogni mercificazione dell’arte. La mostra si avvale dei contributi critici di Jean Clair e Vittorio Sgarbi e di una biografia di Franco de Battaglia.

A cura di Gabriella Belli