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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Ines Fedrizzi - Tavole della memoria, 1996
  • Aldo Schmid - Senza titolo dal ciclo "Situazione - Architetture", 1962
  • Aldo Schmid - Senza titolo, 1972
  • Ines fedrizzi - Senza titolo, 1997
  • Aldo Schmid - Non nero, 1972

Ines Fedrizzi
Aldo Schmid

 
Mart Rovereto
22 giugno 2010 / 22 agosto 2010
Ines Fedrizzi e Aldo Schmid sono due tra i più originali artisti trentini del Novecento. Agli antipodi per formazione e linguaggio espressivo, vengono ora presentati al Mart in uno stimolante percorso espositivo che ospita, grazie a due importanti donazioni, la maggior parte della loro produzione artistica
 
I

nes Fedrizzi, nata a Cadine nel 1919, artista poliedrica e raffinata gallerista, è stata un punto di riferimento per molti protagonisti dell’arte contemporanea. Legata al Mart da un decennale sodalizio, ha voluto donare, nel 2003, gran parte della sua produzione che rimane oggi un unicum per originalità ed estro creativo. Il suo percorso artistico fu sempre una continua esplorazione di diverse tecniche e gesti pittorici: dalle prime sperimentazioni del dripping al frottage, con le grandi opere del periodo “improntale” fino alle sue celebri “tavole della memoria” degli anni ’90. La sua ricerca, più che intima e introspettiva, era rivolta all’indagine fenomenologica dell’universo, ricostruendo sulla tela, attraverso il colore e la luce, geometrie e ritmi della natura. A Ines Fedrizzi va inoltre riconosciuto il ruolo fondamentale di animatrice culturale della scena artistica trentina, per aver contribuito in maniera fondamentale a stimolare e far crescere un’intera generazione di artisti tra gli anni Settanta e Ottanta. Lo stesso Aldo Schmid fece parte del gruppo di artisti apprezzato da Ines Fedrizzi e poi presentato nella sua galleria “Argentario” a Trento.

 

Aldo Schmid, nato a Trento nel 1935, dopo una breve esperienza figurativa, ha fatto dello studio del colore l’elemento fondante della propria poetica pittorica, interrotta prematuramente a causa di un tragico incidente ferroviario nel 1978. La donazione, concessa al Mart nel 2000 dalla moglie Grazia Corradini Schmid, completa il nucleo di opere già acquisite in precedenza dal Museo. L’intero percorso creativo di Schmid è presente in collezione nella sua interezza: dai primi studi sull’uomo, dove persistono elementi della figurazione, alle opere di grafica realizzate durante gli anni di studio a Salisburgo con Oskar Kokoschka, e unitamente ai più noti dipinti sulla tela, documentano la sua graduale evoluzione verso il concettuale e l’astrazione. Aldo Schmid ha esplorato nuovi mezzi linguistici nella sua ricerca pittorica rivolta alla percezione visiva e alla purezza formale del colore, contribuendo ad attirare l’attenzione dell’arte e della critica europea in Trentino.

A cura di Gabriella Belli