Italiano | english | 中文 | Deutsch
MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Kazimir Malevič - Le faucheur, 1912
  • Lyonel Feininger - Denstedt, 1917
  • Marc Chagall - Présentation, 1912-13
  • Umberto Boccioni - Composizione spiralica, 1913
  • Futurismo 100 - Sale espositive
  • Futurismo 100 - Sale espositive

Futurismo 100
Illuminazioni
Avanguardie a confronto: Italia - Germania - Russia

 
Mart Rovereto
15 ottobre 2009 / 25 gennaio 2010
La mostra indaga le complesse e spesso poco note relazioni tra i futuristi e i più importanti esponenti delle avanguardie russe e tedesche.
 
C

inque sono le tappe di questa mostra, scandita da altrettante sezioni che per la prima volta raccontano un futurismo diverso e più vivo rispetto al taglio didattico e istituzionale generalmente conosciuto.

Attraverso i diversi luoghi geografici che hanno vissuto da vicino l’esperienza e la poetica del futurismo e della sua vitalità artistica, largamente diffusa dal veloce azionismo dei manifesti, si ripercorre la sorprendente storia di questo movimento. In una visione più dinamica e articolata, che tocca le capitali internazionali della cultura di quegli anni: da Parigi a Berlino, da Mosca a Roma, fino a New York.
 

 

Nella mostra si potranno vedere importanti influenze linguistiche, contaminazioni e connessioni tra futurismo, cubismo ed espressionismo.

Nella stessa sezione vengono messe in relazione le esperienze spiritualistiche di Kandinskij con le teorie degli “stati d’animo” dello stesso Boccioni. Poi, Severini, importantissima figura di collegamento con Francia, Germania e Stati Uniti, pittore molto amato da Franz Marc, è presente con una bellissima serie di dipinti intorno al tema della danza.

Proseguendo il percorso si arriva a Mosca, dove vengono indagate le profonde ragioni intellettuali del viaggio di Marinetti in Russia nel 1914, l’irrefrenabile capacità della “caffeina d’Europa” di scoprire, e contemporaneamente inventare, altri territori di esplorazione o di scambio.

Infine a New York, ultima tappa del percorso, ritroviamo ancora la figura di Severini che ci accompagna attraverso i suoi rapporti con Stieglitz e l’importante galleria “291”, fulcro delle ricerche dell’avanguardia internazionale di quegli anni, fortemente segnate dalla mostra dell’Armory Show del 1913.

A cura di Ester Coen