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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Chen Zhen - Crystal Landscape of Inner Body - dettaglio, 2000
  • Chen Zhen - Projet mental - “Zen Garden”, n. 2
  • Chen Zhen - Un Village sans frontières, 2000
  • Chen Zhen. Il corpo come paesaggio - Sale espositive
  • Chen Zhen. Il corpo come paesaggio - Sale espositive
  • Chen Zhen. Il corpo come paesaggio - Sale espositive

Chen Zhen
Il Corpo come paesaggio

 
Mart Rovereto
23 febbraio 2008 / 01 giugno 2008
Chen Zhen, nato a Shanghai nel 1955 e scomparso nel 2000 a Parigi è considerato il principale rappresentante dell’avanguardia cinese. L’esposizione presenta i disegni, le fotografie, le sculture e le istallazioni realizzate in più di 10 anni, tra il 1989 e il 2000.
 
L'

esposizione – la prima mostra antologica che si tiene in Italia dopo la sua tragica e prematura scomparsa – presenterà al pubblico non solo una ricchissima selezione di opere e di installazioni provenienti da musei internazionali e da collezioni private, ma anche una sezione dedicata ai progetti incompiuti, fino ad ora rimasti inediti. Formatosi nel periodo della Rivoluzione Culturale Cinese, Chen Zhen ha vissuto e lavorato fra Shanghai, New York e Parigi.
Tutto il suo lavoro oltrepassa i confini comunemente tracciati tra il pensiero orientale e quello occidentale, e sfugge perfino ad una sistematica classificazione sulla base delle etichette comunemente associate ai movimenti artistici.
Evitando consapevolmente ogni rigida appartenenza, Chen Zhen ha messo alla base delle sue opere la ricerca della sintesi, interrogandosi ad esempio sulla forza e universalità del desiderio umano di evitare le guerre a favore della mediazione pacifica.
 

 

Le sue esperienze dirette della Rivoluzione Culturale, delle riforme nella Cina dello sviluppo e infine della società occidentale, lo hanno portato a sviluppare un’acuta sensibilità per le difficoltà di comprensione reciproca che grava sulle spalle di chi cerca il contatto con una civiltà diversa dalla sua. Chen Zhen chiamava questo fattore “l’eterno malinteso”. Eppure, la consapevolezza che questa incomprensione è un rischio costante delle comunicazioni non ha intaccato la fiducia nella possibilità del dialogo.
Dando forma a queste intuizioni nelle sue installazioni, Chen Zhen ha anticipato con rara precisione uno dei temi saltati prepotentemente in cima all’agenda mediatica negli anni successivi alla sua morte, e frequentemente banalizzato come “conflitto di civiltà”.
 

RISORSE IN RETE

Guarda su flickr il set di immagini della mostra

A cura di Gerald Matt e Ilse Lafer
Co-prodotto dalla Kunsthalle di Vienna e dal Mart