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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Giuseppe Uncini - Architetture n.203, 2005 - Collezione dell’artista
  • Giuseppe Uncini - Cementarmato modulare, 1959-60 - Collezione dell’artista
  • Giuseppe Uncini - Finestra con ombra, 1968 - Galleria Christian Stein, Milano; Galleria Fumagalli, Bergamo; Giò Marconi, Milano
  • Giuseppe Uncini. Scultore 1929 – 2008 - Sale espositive
  • Giuseppe Uncini. Scultore 1929 – 2008 - Sale espositive

Giuseppe Uncini
Scultore 1929 – 2008

 
Mart Rovereto
13 dicembre 2008 / 08 marzo 2009
La mostra “Giuseppe Uncini. Scultore 1929 - 2008” ripercorre l’intera vicenda artistica di uno dei più originali interpreti della scultura internazionale contemporanea.
 
L

a mostra al Mart permette di ammirare un virtuoso dell’anticipazione, che a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso è riuscito a costruire uno stile fortemente personale, in modo del tutto indipendente dalle influenze internazionali.
Nato a Fabriano nel 1929, Uncini arriva alla scultura dopo una breve stagione nell’ arte Informale, utilizzando nelle sue prime opere innesti di terre, sabbie, cemento e cenere. Nel 1961 l’artista fonda il Gruppo Uno, insieme a Biggi, Carrino, Santoro e Frascà. Nello stesso periodo crea la serie dei suoi cementi armati, che sintetizzano in forme di grande forza tettonica, il processo creativo e la materia insieme.
 

 

Uncini ha adoperato materiali, come il cemento e i tondini di ferro, a quel tempo impiegati unicamente nell’edilizia, e visti come improbabili nell’ambito artistico.
Un pioniere, quindi, che ha aperto la via all’uso di nuovi materiali nella pratica scultorea. Questa innovazione ebbe un’influenza diretta sul movimento americano della Minimal Art e sull’italiana Arte Povera. L’estetica del cemento e del ferro divenne il marchio distintivo del suo lavoro. Attraverso l’uso di questi materiali, Uncini ha anche rivoluzionato molti aspetti tecnici della scultura, assorbendo complesse procedure ingegneristiche, visibili nelle superfici non trattate delle sue opere, che portano i segni delle produzioni industriali.
 

Direzione scientifica: Gabriella Belli, Christa Steinle, Peter Weibel.