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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Fortunato Depero - Bozzetto per manifesto pubblicitario Uomo-matita, 1926-29 - Rovereto, Mart
  • Fortunato Depero - Manifesto pubblicitario “Il Nuovo teatro Futurista”, 1924 - Rovereto, Mart
  • Fortunato Depero - Bozzetto di copertina per “Vogue”, 1930 - Rovereto, Mart
  • Fortunato Depero - Studio di insegna pubblicitaria Depero Futurist Art, 1929 - Rovereto, Mart
  • Fortunato Depero - Manifesto pubblicitario Mandorlato Vido, 1924 - Rovereto, Mart

DeperoPubblicitario
Dall’auto-réclame all’architettura pubblicitaria

 
Mart Rovereto
13 ottobre 2007 / 03 febbraio 2008
"L’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria."
Fortunato Depero
DeperoPubblicitario testimonia la ricchezza dei materiali di proprietà del museo: manifesti, locandine, disegni, collage, che la mostra presenta con un grado di completezza del tutto inedito.
 
F

ortunato Depero si dedicò al mondo della pubblicità con una straordinaria vitalità, sorretta dalla fede futurista. Si trattava di un settore che, proprio all’inizio del secolo, aveva compiuto i primi passi, esplorando una nuova frontiera della creatività artistica e al cui servizio si adoperarono ben presto molti talenti.
La sua attenzione nei confronti delle arti applicate si trova già nei pronunciamenti del manifesto “Ricostruzione futurista dell’universo”, firmato assieme a Giacomo Balla nel 1915.
In questo testo, infatti, appaiono i primi accenni di un suo interesse per la pubblicità, evidenti in un passaggio dedicato alla “rèclame fono-moto-plastica”.
 

 

“L’auto-rèclame non è vana, inutile e esagerata espressione di megalomania, ma bensì indispensabile NECESSITÀ per far conoscere rapidamente al pubblico le proprie idee e creazioni”.
Fortunato Depero reclamizza come primo prodotto Fortunato Depero: "L’artista – scriveva Depero - ha bisogno di essere riconosciuto, valutato e glorificato in vita, e perciò ha diritto di usare tutti i mezzi più efficaci ed impensati per la rèclame al proprio genio e alle proprie opere”.
 

A cura di Gabriella Belli e Beatrice Avanzi.
Comitato curatoriale: Nicoletta Boschiero, Carlo Prosser e Lara Sebastiani.