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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Luigi Russolo - La Rivolta, 1911 - L'Aja, Gemeentemuseum
  • Luigi Russolo - Autoritratto con teschi, 1908 - Milano, Civico Museo d'Arte Contemporanea
  • Luigi Russolo - Profumo, 1910 - Rovereto, Mart, VAF Stiftung
  • Luigi Russolo - Notturno + scintille di rivolta, 1910-11 - Collezione privata
  • Umberto Boccioni - Idolo moderno, 1911 - Londra, Estorick Collection
  • Luigi Russolo - Studio per Treno in corsa nella notte, 1911 - Collezione privata

Luigi Russolo. Vita e opere di un futurista

 
Mart Rovereto
27 maggio 2006 / 17 settembre 2006
"Scegliendo, dominando e coordinando i rumori, noi abbiamo già in parte raggiunta quella nuova voluttà insospettata: L’Arte dei rumori"
Luigi Russolo
"Luigi Russolo. Vita e opere di un futurista" al Mart è la prima grande mostra antologica su Russolo, una delle personalità più originali del Futurismo, di cui è stato uno dei teorici e fondatori.
 
L'

esposizione è un’occasione per ripercorrere tutta la vicenda artistica di Luigi Russolo. Degli “intonarumori”, gli apparecchi da lui inventati per “intonare e regolare armonicamente e ritmicamente” i rumori, saranno esposte delle ricostruzioni con le quali il pubblico potrà interagire. In mostra anche il complesso della sua produzione incisoria, e un nucleo di suoi dipinti futuristi e prefuturisti, accanto alle opere degli artisti a lui più vicini: Gaetano Previati, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini, Romolo Romani e Ugo Piatti.
Luigi Russolo. Vita e opere di un futurista è stata costruita grazie ai numerosi documenti appartenenti all’archivio di Russolo, che sono custoditi nell’Archivio del ’900 del Mart. Partendo da questo materiale, i curatori hanno ripercorso tutte le tappe creative dell’artista, suddividendo l’esposizione in sei sezioni: i rapporti con i pittori lombardi simbolisti e divisionisti, l’attività incisoria e pittorica dal pre-futurismo al futurismo, l’attività musicale, la produzione pittorica post-futurista, il periodo parigino e spagnolo, il ritorno in Lombardia. 

 

Dalle idee espresse nel Manifesto dei rumori del 1913 nacquero le sperimentazioni di spettacolari macchine sonore, chiamate gli “intonarumori”, con cui Russolo realizzò concerti e performance.
Come scritto nel Manifesto, che ha la forma di una lettera indirizzata al musicista futurista Balilla Pratella, la ricerca di Russolo non tendeva certo alla cacofonia, ma aveva piuttosto il carattere del rigore tassonomico dello studioso di acustica e armonia, discipline che Russolo si proponeva di aggiornare: “L’acustica ci ha insegnato ben poco – scriveva a Pratella – poiché applicata specialmente allo studio dei suoni puri ha quasi completamente trascurato, finora, lo studio dei rumori.” Ecco quindi una serie di strumenti concepiti per produrre scoppi, crepitii, ronzii e stropiccii.  

Direzione scientifica di Gabriella Belli e Roberta Cremoncini.
A cura di Franco Tagliapietra e Anna Gasparotto.
Coordinamento organizzativo di Elisabetta Barisoni e Paola Pettenella.