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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Franz Von Stuck - Lucifero, (1889-90) - Sofia, National Gallery for Foreign Art
  • Franz von Stuck - Il peccato, (1908) - Palermo, Galleria d’arte moderna “Empedocle Restivo”
  • Franz von Stuck - Scherzo, 1909 - Trieste, Civico Museo Revoltella Galleria D’Arte Moderna
  • Franz von Stuck - Medusa, 1908 - Venezia, Musei Civici Veneziani. Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro
  • Franz von Stuck - Studio di nudo per il dipinto Caccia fantastica, 1890 - Monaco, Staatliche Graphische Sammlung München,
  • Anonimo - Franz von Stuck, (1896) - Monaco, Museum Villa Stuck

Franz von Stuck
Lucifero moderno

 
Mart, Palazzo delle Albere
10 novembre 2006 / 10 marzo 2007
Franz von Stuck è il protagonista della mostra del Mart. Artista dalle eccezionali capacità pittoriche – ma anche scultore, incisore, fotografo e disegnatore – è considerato, “L’ultimo dei grandi disegnatori prima della dissoluzione delle forme imposta dalle avanguardie del Novecento”.
 
A

ridosso della tempesta scatenata all’inizio del secolo scorso dalle avanguardie europee, un pittore fece innamorare gli ambienti artistici di mezza Europa – Italia compresa – grazie a una pittura fatta di perfezione formale, sensualità, sensibilità decadente, diventando un protagonista e un punto di riferimento centrale per il mercato e per la formazione di giovani artisti. È il tedesco Franz von Stuck, a cui il Mart dedica una mostra di ricerca.
Dell’esposizione fa parte una tela mai esposta in Italia, il grande olio Lucifero del 1890, oltre a disegni, incisioni e spunti critici e biografici che permettono un’analisi approfondita dell’opera di von Stuck.

In maniera analoga alla profonda impressione destata in Italia dall’opera di Max Klinger anche von Stuck esercitò una grande influenza sia sui propri allievi, che sulla critica e il mercato dell’arte di fine Ottocento. Ebbe grande fortuna in particolare nel nostro paese, tanto da meritare un’esposizione individuale alla Biennale di Venezia del 1909.
 

 

Il suo repertorio di figurazioni derivanti dall’arte classica – centauri, fauni, ninfe tratti dalla mitologia antica nel solco di una tradizione inaugurata da Arnold Böcklin – veniva mediato attraverso una sensibilità di fine secolo aperta all’erotismo e alla malizia.

La mostra offre un’opportunità eccezionale al visitatore: ripercorre un percorso ideale che lega l’arte di von Stuck a quella di Egon Schiele.
Fu a von Stuck che Schiele scrisse nel 1908 per chiedere “Una parola della Sua divina persona” per essere accettato all’esposizione primaverile della Secessione. Ma soprattutto è al Lucifero di Sofia che Schiele si ispirò per il suo Ritratto di Eduard Kosmak.
L’esposizione di Trento si colloca all’interno di un progetto che intende proporre a Palazzo delle Albere alcuni grandi artisti ottocenteschi di ambito mitteleuropeo di cui vanno riscoperti gli importanti legami con la cultura italiana, e in molti casi con la produzione artistica dell’odierno Trentino-Alto Adige.
 

A cura di Alessandra Tiddia e Sergio Marinelli.
Con la direzione scientifica di Gabriella Belli.