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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Grubicy - L'ultima battuta del giorno che muore
  • Tranquillo Cremona - Ritratto di Vittore Grubicy de Dragon [a ventisei anni], 1877 - Collezione privata
  • Vittore Grubicy - Mattino o Mattino gioioso, 1897-09 - Milano, Galleria d’Arte Moderna
  • Vittore Grubicy - Rio di Venezia, 1897-1907 - Milano, courtesy Enrico Gallerie d’Arte
  • Vittore Grubicy - Tutto candore! o Neve o In Albis, 1897–1911 - Milano, Galleria d’Arte Moderna

Vittore Grubicy e l'Europa
Alle radici del divisionismo

 
Mart, Rovereto
28 ottobre 2005 / 15 gennaio 2006
La mostra per la prima volta esamina la complessa personalità di Grubicy in tutti i suoi aspetti – il pittore, il critico, il mercante – nel contesto internazionale che fu teatro della sua attività.
 
V

ittore Grubicy è figura chiave nell’arte italiana fin de siècle per l’influenza determinante che esercitò su tre generazioni di artisti. Il suo desiderio di creare una galleria d’arte moderna in grado di competere con il mercato internazionale e la sua battagliera militanza critica generarono scambi culturali tra l’Italia e il triangolo Olanda/Londra/Parigi, nel quale si decidevano i destini del mercato artistico nella seconda metà del XIX secolo.
Muovendo da un approfondito studio sulle migliaia di documenti dell’Archivio di Vittore Grubicy, la rassegna rileggerà gli stretti contatti tra lo stesso Grubicy e la cultura olandese e belga, la sua conoscenza dei movimenti d’avanguardia francesi grazie alla frequentazione di Octave Maus e del Groupe des XX, così come il suo tentativo di promuovere gli artisti italiani all’estero.
 

 

Il percorso espositivo si articola entro tali correnti di influenza: un contesto in cui la figura di Grubicy mercante e ideologo spicca su quella stessa di pittore, nel duplice ruolo di collegamento tra l’arte italiana e il resto d’Europa. Da un lato si testimonia la coerente visione che Grubicy provò a dare all’arte italiana contemporanea nel presentarla all’estero e, al contempo, si offre una vivida ricostruzione delle influenze che dall’estero egli cercò di portare in Italia.
La “sezione” dedicata a Grubicy artista comprende trentacinque dipinti, tra oli e tecniche miste e venticinque fogli, disegni e acqueforti, selezionati per sottolineare l’importanza della grafica nel corpus dell’artista.
 

A cura di Annie-Paule Quinsac. 

Direzione scientifica: Gabriella Belli e Pier Giovanni Castagnoli.