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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Ippolito Caffi, "Ascensione in mongolfiera nella campagna romana", 1847, olio su carta, Musei civici di Treviso
  • Giovanni Fattori, "Buoi e bifolco in riva all’Arno (Buoi in riva all'Arno o Bovi sul greto dell'Arno)" (dettaglio), 1864, olio su tela, Raccolte Frugone, Genova
  • Giuseppe De Nittis, "L'eruzione del Vesuvio" (dettaglio), 1872, olio su tela, Collezione privata, Napoli
  • Gaetano Previati, "Paesaggio" (dettaglio), 1910-1912, olio su tela, Museo dell’Ottocento, Ferrara

Viaggio in Italia
I paesaggi dell’Ottocento dai Macchiaioli ai Simbolisti

 
Mart Rovereto
21 aprile 2018 / 26 agosto 2018
"Il paesaggio è la vittoria dell’arte moderna, è l’onore della pittura del XIX secolo"
Jules e Edmond de Goncourt
 
N

el secolo del progresso scientifico e tecnologico, costellato da invenzioni che hanno rivoluzionato il modo di viaggiare e di osservare il mondo, gli artisti si confrontano con un genere di lunga tradizione che rinnovano profondamente: la pittura di paesaggio. La fotografia, la possibilità di esperire nuovi punti di vista, come nel caso delle vedute aeree riprese dalla mongolfiera, e una mutata sensibilità segnano infatti il fondamentale passaggio dall’idea di semplice veduta a quella, più complessa e soggettiva, di visione.
Nel corso dell’Ottocento i panorami del Bel Paese diventano oggetto di una costante attenzione che porta autori appartenenti a scuole regionali diverse a ripensare prospettive, formati e linguaggi della pittura di paesaggio. In questo fermento, attraverso continui scambi e connessioni, si gettano le basi della pittura moderna in Italia.
Il percorso espositivo si configura come un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio che ripercorre le tappe salienti di questa trasformazione, mettendone in luce i principali temi: la predilezione per la pittura dal vero, le ricerche dedicate alla resa delle atmosfere e agli effetti di luce e colore. Dalle premesse maturate nei primi decenni dell’Ottocento nell’ambito della Scuola di Posillipo, passando attraverso l’innovativa esperienza dei Macchiaioli toscani, si giunge così ai “paesaggi dell’anima” di tendenza simbolista, presentati nelle prime edizioni della Biennale di Venezia.
Gli studi en plein air di Giuseppe De Nittis, la freschezza delle vedute campestri di Giovanni Fattori, gli evocativi controluce di Antonio Fontanesi, i paesaggi lagunari di Bartolomeo Bezzi e le trasfigurazioni simboliche di Gaetano Previati sono solo alcune delle molte suggestioni che accompagnano il visitatore lungo un itinerario tra oltre 80 opere provenienti da importanti musei pubblici e collezioni private.
Realizzata in collaborazione con l’Istituto Matteucci di Viareggio, la mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa che include una ricca sezione di saggi.
 

 

Per saperne di più:

 

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A cura di Alessandra Tiddia

Comunicato stampa

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Programma mostre 2018

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